Le domande più frequenti
Di quali persone si occupa Seneca?
Seneca è nata come associazione per assistere, al loro domicilio, gli anziani in difficoltà.
Sono persone, di norma sopra i 65 anni, sole o con una rete parentale inadeguata, con un basso reddito o che non possono essere aiutati in modo adeguato dai figli.
Queste persone non sono affette da malattie totalmente invalidanti, non sono allettate, non soffrono di demenza senile in stadio avanzato, non debbono affrontare situazioni oncologiche gravi. Il loro principale bisogno è di integrare la rete relazionale e di essere ascoltati con sensibilità e partecipazione.
La finalità della presenza domiciliare riguarda sia un aiuto pratico per commisiioni, disbrigo pratiche, accompagnamenti per visite mediche, passeggiate che un’attività di ascolto e di compagnia in situazioni di grave solitudine.La presenza dei volontari integra quella degli operatori in molti casi inviati dalle assistenti sociali dei Centri Multiservizi Anziani e può anche essere un grande appoggio per il familiare impegnato in una gravosa attività di assistenza.
Le segnalazioni dei nominativi degli anziani pervengono a Seneca da parte delle Assistenti Sociali del Comune di Milano, medici di base o ospedalieri, altre associazioni, volontariato, Parrocchie e da privati.
Si crea un rapporto di collaborazione con le Assistenti Sociale referenti per offrire una gamma di servizi integrati per rispondere agli svariati bisogni degli anziani.
Come si fa a diventare volontario?
E’ necessario prendere contatti con la Segreteria dell’Associazione Seneca; verrà fissato un appuntamento per un colloquio preliminare, conoscitivo, introduttivo anche al corso di formazione, obbligatorio per tutti gli aspiranti volontari.
Tale corso affronta le varie sfaccettature della "Relazione d’aiuto".
Che cosa potrei fare se non mi fosse possibile seguire il prossimo corso?
Nell’ambito del colloquio preliminare, sarà possibile concordare un diverso momento per raggiungere la necessaria preparazione. Sono previsti infatti anche altri incontri di approfondimento e di verifica esperienziale.
In ogni caso, nel corso del primo colloquio potranno essere individuate le modalità più opportune per dare risposta concreta al desiderio dell’aspirante volontario di rendersi utile in tempi brevi.
Quanto tempo debbo impegnare ogni settimana?
Si richiede un impegno di almeno due ore la settimana in tempi e orari da concordare. Per alcune attività la presenza può essere anche saltuaria ( disbrigo pratiche e commissioni).
Il criterio di abbinamento per l’assegnazione dell’anziano è stabilito in base alla zona indicata dal volontario e alle presunte affinità di carattere e di interessi.
Si prevede nel tempo un avvicendamento di assistiti concordata di volta in volta con i volontari.
Ci sono limiti di età?
I volontari di Seneca devono avere la maggiore età e non sono previste esclusioni neanche per gli over 70 che sono una risorsa preziosissima.
Che cosa dovrò fare, concretamente, nella mia attività di volontariato?
Il volontario si pone come ascoltatore privilegiato, non giudicante, ma accogliente in risposta al desiderio dell’anziano di avere qualcuno di affidabile di riferimento.
Accanto alla funzione di ascoltatore, possono essere previsti accompagnamenti per una passeggiata, visite mediche, spesa; in una parola, far sentire all’anziano senso di vicinanza e calore umano, standogli accanto e facendogli compagnia.
Chi può aiutarmi nel caso in cui debba affrontare problemi specifici con l’anziano (pratiche amministrative, sanitarie, altro)?
Le persone preposte al coordinamento dell’Associazione, la nostra assistente sociale, i tutor dei volontari, per l’esperienza acquisita, possono offrire il più ampio sostegno, ovvero le direttive più opportune, per competenze, per fronteggiare ogni imprevisto.
Può capitare che non entri in sintonia con la persona che mi propongo di aiutare, che cosa debbo fare?
Ogni quattro o cinque settimane i volontari si incontrano presso la Sede di via Solari per confrontare le proprie esperienze con gli anziani; attualmente vi sono tre gruppi ristretti che si incontrano, in orari differenziati, con il coordinamento di due psicologi.
Se rimangono dubbi, e comunque a richiesta, è possibile analizzare con gli stessi professionisti le problematiche particolari che possono meritare approfondimenti.
Può capitare che non entri in sintonia con la persona che mi propongo di aiutare, che cosa debbo fare?
Dopo i primi incontri con gli anziani si richiede sempre ai volontari di dare restituzione del proprio vissuto alla coordinatrice in sede. In caso di approccio negativo, è indispensabile un confronto più attento per valutare se il problema è superabile o se procedere al cambio di assegnazione di un altro anziano.
Periodicamente, circa ogni cinque/sei settimane i volontari si incontrano presso la Sede dell’associazione per confrontare le proprie esperienze e trovare appoggio e risposte ai loro dubbi. Sono previsti gruppi condotti da esperti di formazione e counceling in vari orari e giorni per consentire la presenza anche a coloro che lavorano.
A richiesta è possibile avere un incontro individuale con l’esperto councelor per un eventuale approfondimento della situazione.