Progetti
Assistenza domiciliare Alzheimer
Obiettivo è contribuire efficacemente ad ampliare la risposta di assistenza domiciliare adeguata ai crescenti bisogni di anziani, in condizione di disagio economico, affetti da morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza.
Il progetto, finanziato dalla Fondazione Sofia Ravasi, è stato avviato nel 2008 per dare sostegno ai familiari dei malati affiancandoli, per la gestione dell’assistenza, con operatori socio-sanitari competenti, formati specificatamente anche per facilitare un adeguato rapporto di relazione e stimolo, con questa tipologia di malati
Il progetto di assistenza, avviato nel 2008, sta ottenendo un riscontro altamente positivo da parte dei familiari che si sentono supportati molto efficacemente anche per l’aspetto psicologico. Il programma di assistenza è regolamentato da un protocollo di intesa con l’assessorato ai servizi sociali del Comune di Milano e si sviluppa in stretta collaborazione con le assistenti sociali dei CMA per pianificare l’integrazione dei vari livelli di assistenza.
Nel 2009 sono stati seguiti 81 pazienti.
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Le prestazioni erogate
La maggioranza delle prestazioni erogate (non sempre suddivisibili con precisione perché talora si intrecciano) riguardano servizi di stimolazione, monitoraggio e compagnia:nel 50% dei pazienti seguiti, l’operatore oltre alle mansioni sopraindicate, svolge anche attività di accompagnamento all’esterno per passeggiate che rappresentano un’opportunità per abbassare il livello di ansia dei malati. Questi interventi, oltre ad essere di primaria importanza per la tipologia di utenti seguiti (che spesso attraversano fasi di “wondering” e/o di disorientamento spaziale) hanno anche una forte valenza di sollievo e sgravio al care-giver che può approfittare della presenza dell’operatore per sbrigare commissioni e per brevi momenti di evasione. Purtroppo si riscontra che generalmente è molto difficile per i care-givers riuscire a “staccare la spina”; questo è invece un obiettivo importante da raggiungere per alleggerire il loro carico assistenziale e psicologico. In molti casi è l’associazione Seneca eroga anche prestazioni di igiene personale,in particolare per i pazienti più gravi allettati.
La collaborazione con altri servizi
Quasi tutti gli assistiti usufruiscono, oltre ai servizi erogati da Seneca, anche di altri privati o pubblici quali: igiene personale e ambientale, contribuzioni economiche di vario tipo e recapito pasti.
Questo aspetto mette in evidenza la stretta collaborazione e sinergia tra l’associazione Seneca e i Centri Multiservizi Anziani e favorisce la complementarietà dei servizi erogati.
La qualità del servizio offerto da Seneca
La coesistenza di aiuti diversi a favore di una stesso malato conferma anche che la patologia di Alzheimer richiede una gestione difficile e complessa che deve prevedere l’integrazione di varie risorse per rispondere ad un’ampia gamma di necessità.
Gli interventi di assistenza proposti dall’associazione Seneca, a complemento di quelli proposti dagli enti pubblici, presentano un alto contenuto relazionale, di intrattenimento e di stimolazione delle risorse psicofisiche residue dei malati oltre che di monitoraggio della situazione. Dove possibile, si prevede anche l’affiancamento di volontari esperti.
Destinatari dell’intervento e criteri d’accesso ai servizi
Anziani ultra 65 enni, segnalati dai servizi pubblici sanitari o sociali, da organizzazioni di volontariato e del privato sociale, così individuati:
Profilo A - Anziani affetti da morbo di Alzheimer che vivono in famiglia.
Seneca si propone di attivare l’assistenza ove necessaria e non esistente o insufficiente, o di integrare quella fornita da strutture pubbliche e private allo scopo di ampliare il programma di assistenza agli anziani e dare un sostegno alle loro famiglie nelle fasi più critiche della malattia
Profilo B - Anziani affetti da morbo di Alzheimer o decadimento cognitivo ai primi livelli che vivono soli con bassa fascia di reddito, con rete di presenza vicinale precaria e/o seguiti dai servizi pubblici con numero di accessi insufficienti rispetto al bisogno evidenziato.
L’assistenza domiciliare che viene proposta è quindi finalizzata a monitorare la situazione e a protrarre la permanenza degli anziani soli, parzialmente disorientati, presso il proprio domicilio e a posticiparne il trasferimento definitivo in strutture residenziali protette. I ricoveri, infatti, producono nella maggioranza dei casi un’ accelerazione delle sindromi depressive e un decadimento psico-fisico.
Obiettivi dell’intervento
- Mantenere gli anziani al domicilio il più lungo possibile, posticipandone
il ricovero definitivo in strutture assistenziali.
- Fornire un concreto supporto e riferimento specialistico ai caregiver nella
cura quotidiana e nella relazione con la persona affetta da morbo di Alzheimer o
da altri tipi di demenza.
- Costruire una rete efficiente di interventi socio-sanitari specialistici ed integrati
in modo da garantire una risposta concreta ed efficace ai bisogni
di assistenza domiciliare che i malati presentano nella permanenza al proprio domicilio.
Modalità di segnalazione
In base alla convenzione stipulata con il Comune di Milano, i casi vengono segnalati all’assistente sociale dell’associazione Seneca dalle colleghe dei Centri Multiservizi Anziani e insieme concordano un piano di assistenza integrato.
Gli interessati ad usufruire dei servizi offerti da Seneca devono rivolgersi alle Assistenti Sociali della zona di residenza per approfondire tale opportunità.
Alzheimer café
L’Alzheimer Cafè è un’esperienza che offre opportunità di intrattenimento attivo e di stimolo agli anziani affetti da decadimento cognitivo più a rischio di emarginazione.
Il progetto si sviluppa in collaborazione con l’associazione Al Confine.
Nell’ambito del “Cafè” sono previsti incontri protetti specificatamente dedicati ad attività di recupero e prevenzione, attraverso sia la comunicazione verbale che non verbale, strutturati secondo metodologie diverse: discussione di gruppo, ascolto ed espressione musicale, lettura di poesie, movimento ed espressione corporea, ecc.
La finalità è di instaurare un rapporto di comunicazione al di fuori di un contesto sanitario ed istituzionale, stimolando tra i partecipanti l’emergere di sentimenti di solidarietà e di comportamenti di mutuo aiuto.
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A metà aprile 2009 è iniziata la collaborazione dell’ associazione Seneca con l’Associazione “Al confine” che organizza settimanalmente incontri in uno spazio deputato all’ “Alzheimer café” .
Le attività svolte sono di due tipi:
1) incontri di gruppi “validation”, secondo una metodologia messa a punto da Naomi Feil;
2) sperimentazioni di laboratorio teatrale condotte da collaboratori esperti di Seneca.
I partecipanti sono circa una dozzina di anziani in età variabile dai 63 ai 90 anni. Queste persone presentano stadi diversi di deterioramento cognitivo e di non autosufficienza fisica. Anche il livello culturale e le pregresse esperienze professionali sono estremamente eterogenei. I partecipanti, al primo e intermedio livello della malattia, sono stati identificati dalle assistenti sociali con caratteristiche di rischio di isolamento ed emarginazione sociale.
Progetto di socializzazione: Cerchi di Perle
La povertà economica e la povertà relazionale, di cui molti anziani sono affetti, sono la premessa anche per l’insorgenza e l’aggravamento di depressione e di varie forme di decadimento psico-fisico.
Obiettivo dell’associazione Seneca per arginare questa emergenza è dare, attraverso il progetto “Cerchi di Perle”, una risposta ai bisogni di socializzazione dei più emarginati.
Nel 2009, a fronte di una felice sperimentazione biennale, si è avviato un programma di incontri pilota rivolto ad anziani fragili con l’obiettivo di ricondurli a percepire la sensazione di appartenere ad una comunità attiva e fare nuove conoscenze. I gruppi di anziani sono gestiti da volontari guidati da conduttori professionisti.
Obiettivi :
- dare risposta ai bisogni di socializzazione di anziani soli, indigenti, emarginati, residenti in zone periferiche
- creare un modello di inclusione sociale anche per coinvolgere i cittadini attivi residenti
- proporre un modello condivisibile ed esportabile in altre zone periferiche e in altri contesti urbani.
- ridisegnare le periferie della città in quartieri in cui gli anziani fragili possano trovare dei punti di incontro come risposta al loro forte bisogno di integrazione sociale
- definire tecniche di conduzione come modello esportabile in altre zone.
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Il progetto è stato attivato presso i laboratori di quartiere in zona Corvetto (via Faà di Bruno), zona Lorenteggio (via Odazio) e presso alcune sedi, ex postazioni dei Custodi sociali (via Giambellino, via Appennini, via Ponale). Il programma degli incontri è realizzato in stretta collaborazione con l'Istituto Palazzolo Fondazione Don Gnocchi e con i custodi sociali del Comune.
Sono stati creati 6 gruppi di circa 12/15 persone che si incontrano in sedi identificate nei loro quartieri di residenza.
Gli incontri, tenuti da esperti di intrattenimento, affiancati da volontari in collaborazione con i custodi sociali, sono mirati a recuperare le risorse psicofisiche dei partecipanti e a contrastarne la perdita graduale del senso di appartenenza ad una comunità.
Laboratorio Teatrale - Capelli Bianchi: storie sul palco
Il lavoro teatrale, strumento di inclusione sociale, aiuta ad evidenziare le attitudini personali e le qualità inespresse.
Abbiamo scelto il laboratorio teatrale quale strumento privilegiato per riacquisire la fiducia in sé stessi, contrastare la solitudine, risvegliare la creatività sopita e il confronto con la comunità. Questo spazio è inteso sia come luogo in cui gli anziani si trovano mettendosi in gioco, sia come luogo di potenziamento della rete di relazioni, stimolo dell’immaginario e scoperta di una nuova identità.
Questa iniziativa prevede il coinvolgimento di gruppi di anziani (circa 10/12pax)che vivono una situazione di deprivazione sensoriale ed affettiva indotta dalla combinazione di età avanzata, solitudine e indigenza. La gestione del progetto è affidata a nostri volontari, professionisti di attività teatrale in collaborazione con i custodi sociali del Comune di Milano e con associazioni di quartiere.
Gli incontri, a cadenza settimanale, si tengono presso il laboratorio di quartiere di via Faà di Bruno (Corvetto) e Via Odazio (Lorenteggio).
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Ogni partecipante può ritagliarsi il proprio ruolo anche per l’allestimento della rappresentazione. (coinvolgimento come costumisti, scenografi, truccatori, ecc).
Altro aspetto significativo del progetto è l’incontro e lo scambio intergenerazionale tra giovani ed anziani che consentirà di valorizzare, recuperare e documentare. sia significativi frammenti di memoria, che eventuale produzione letteraria e poetica degli anziani.
La co-presenza di volontari e ragazzi durante gli incontri del laboratorio teatrale consentirà, infatti, di tenere un “diario di bordo” di tutto il lavoro che si va a svolgere, di documentare le storie più significative che emergeranno al fine di divulgarle utilizzando canali multimediali ed eventuali altri mezzi editoriali cartacei.
Si prevede che la divulgazione del materiale raccolto possa diventare materiale da trasmettere alle scuole come elemento di riflessione per i ragazzi e a centri aggregativi e sociali.